La cissoide di Diocle prende il nome dal geometra, di cui poco si conosce, Diocle, vissuto nel II° secolo a.C., del quale abbiamo testimonianza grazie a Geminus, un commentatore di Archimede del I° secolo d.C., ma soprattutto grazie ad Eutocio da Ascalona, studioso del VI° secolo d.C., che fa riferimento alla cissoide di Diocle in un commento al II° libro della prima opera di Archimede "Sulla sfera ed il cilindro", ed è estremamente probabile sia lo stesso luogo dei punti cui fanno riferimento Proclo e Pappo con il nome di cissoide.
Diocle utilizzò la cissoide per risolvere il problema della duplicazione del cubo. Nel
rinascimento la curva godette di notevole interesse: Fermat e Roberval
(1634) costruirono la tangente alla cissoide; Huygens e
Wallis (1658) trovarono che l´area compresa tra la curva e il suo asintoto è di
. Anche Newton si occupò della curva portandola ad
esempio di soluzione del problema della duplicazione del cubo.
Vediamone la costruzione di questa curva (figura sopra): consideriamo un circonferenza
e consideriamo la tangente
alla circonferenza in un punto
ed infine un punto
opposto (lungo il diametro)
al punto di tangenza. Consideriamo ora un punto
sulla circonferenza
e sia
il punto di intersezione della retta
passante per
e
con la tangente
. Ora chiameremo cissoide di Diocle il luogo dei punti
tale che, sulla linea
, la lunghezza
del segmento
sia uguale alla lunghezza del segmento
al variare di
che si muove sulla
circonferenza
. La cissoide di Diocle è simmetrica
rispetto al diametro
(perpendicolare alla retta
) ed ha per asintoto la tangente
alla
circonferenza.
Secondo alcuni moderni studiosi (Morris Kline), originariamente Diocle
costruì la curva nel modo seguente nel suo libro "Sugli specchi ustori" (figura a destra): siano
e
diametri perpendicolari della circonferenza.
Sia
un punto sull´arco di circonferenza
e sia
il punto sull´arco
, tali che
e
siano uguali.
Tracciamo il segmento perpendicolare a
e
tracciamo il segmento
. Il luogo dei punti
,
intersezione dei
segmenti
e
(al variare di
ed
sulla circonferenza), è la nostra
cissoide.
Questa costruzione, che ovviamente traccia solo i rami contenuti all´interno della circonferenza, spiegherebbe
l´origine del nome cissoide (dal greco kissos = edera e oeides = a forma di), poichè la
parte delimitata dalla curva, internamente alla circonferenza, e la semicirconferenza di arco
ricorda la forma di una foglia di edera (figura a sinistra). Le porzioni di curva che
stanno al di fuori della circonferenza sarebbero frutto di successive generalizzazioni.
Prendiamo il punto per polo di un sistema di coordinate polari
,
e
per asse polare; detto
il raggio del cerchio
si ottiene:
da cui si ricava l'equazione polare della cissoide che è:
Passando ora alle coordinate cartesiane tramite i cambiamenti di variabili noti
e
otteniamo:
o anche:
Dalla prima si nota che la cissoide è una cubica (ovvero una curva di terzo grado) e in
vi è una cuspide; dalla seconda si evince come la retta passante per
e
sia un asintoto per la curva. Infine essendo
la cissoide una curva razionale possiamo trovare le equazioni parametriche:
Come abbiamo detto la cissoide fu utilizzata da Diocle per risolvere
il problema della duplicazione del cubo. Vediamo come: prendiamo due punti e
e costruiamo la circonferenza
centrata in
e passante per
; costruiamo ora
i punti
e
estremi del diametro della
circonferenza perpendicolare a
.
Ora possiamo costruire la cissoide di Diocle usando il cerchio
, la tangente alla circonferenza nel punto
, ed il polo
. Ora costruiamo il punto
tale che la lunghezza del segmento
sia uguale
a quella del segmento
. Tracciamo la retta passante per
e
e sia
il punto di intersezione della cissoide con la retta
. Sia
infine il punto di intersezione tra
la retta
e
. Allora si ha che:
La dimostrazione verrà tralasciata. La soluzione di Diocle è formalmente corretta,
tranne per il fatto che essa implica l´intersezione tra una retta e la cissoide di Diocle,
intersezione che non puo essere realizzata con il solo utilizzo di riga e compasso. Diocle infatti
poteva costruire un numero finito di punti e poi unirli tramite un segmento per formare una spezzata che approssimasse la curva;
in particolare il punto non è tra i punti che Diocle
poteva costruire.
La cissoide di Diocle è un caso particolare di numerose curve che si possono costruire con il metodo descritto all´inizio: infatti scegliendo diverse curve al posto della circonferenza e della retta tangente e scegliendo un punto in posizione diversa da quella scelta da noi si ottengono altre curve. Ad esempio se la prima curva è una retta, la seconda una circonferenza ed il polo è il centro della circonferenza si ottiene una concoide di Nicomede; se la prima curva è una circonferenza, la seconda una retta passante per il centro della circonferenza ed il polo un punto sulla circonferenza si ottiene una strofoide; se la prima e la seconda curva sono due circonferenze aventi lo stesso raggio e il polo è il punto medio sulla congiungente i due centri si ottiene una lemniscata di Bernoulli. In particolare nel corso della storia il termine cissoide verrà utilizzato per descrivere il metodo (ad esempio la lemniscata è la cissoide di due circonferenze con polo il punto medio sulla congiungente i due centri).