La prima curva documentata nella storia della matematica (oltre il cerchio e la retta) è la
quadratrice di Ippia. Ippia di Elide fu astronomo, matematico e sofista
vissuto ad Atene nella seconda metà del V° secolo a.C. Egli si servì della quadratrice
per risolvere il problema della trisezione dell´angolo e per questo la curva è anche nota come
trisettrice. Successivamente, intorno alla metà del IV° secolo a.C.,
Dinostrato, geometra fratello di Menecmo, si servì della curva
per risolvere il problema della quadratura del cerchio, da cui il nome di quadratrice.
Tuttavia entrambi pensavano erroneamente che la curva si limitasse alla porzione compresa (nel moderno grafico in un piano
cartesiano) nel primo quadrante in cui la varia tra
e
. Questa convinzione rimase almeno
fino a Viète, ovvero fino alla fine del XVI° secolo. Agli inizi del XVII° secolo
sembra sia stato Roberval il primo ad accorgersi che la curva si poteva estendere come la conosciamo
oggi.
Vediamo come Pappo descrisse la curva, che Ippia e
Dinostrato costruirono in modo meccanico: dato un quadrato
si tracci con centro in
il quarto
di circonferenza
. Sia
un
segmento parallelo all´asse
che partendo dal segmento
si muova a velocità costante verso il segmento
. Sia ora
il raggio della
circonferenza che descriva uniformemente l´angolo
da
fino ad
. Entrambi i movimenti
del segmento e del raggio iniziano e finiscono simultaneamente. Il luogo dei punti
intersezione del raggio
e del segmento
è la quadratrice di Ippia.
Dalla costruzione precedente, dette e
le coordinate del punto
,
l´angolo
,
un parametro che varia
nell´intervallo
e
la lunghezza del lato del quadrato, si ottengono le seguenti equzioni
parametriche:
da cui eliminando il parametro si ottiene:
Ora usando la ben nota relazione si ottiene
l´equazione cartesiana della quadratrice:
Le ultime due equazioni sono uguali grazie alla relazione .
Abbiamo detto che Ippia utilizzò la curva per risolvere il problema della trisezione
dell´angolo; vediamo come: supponiamo di voler trisecare, ad esempio, l´angolo
(figura a destra). Per primo procediamo tracciando da
la parallela a
che incontra il lato
nel punto
. Successivamente divideremo
il segmento
in tre parti uguali
e tracceremo la parallela a
partente dal punto
fino
all´intersezione con la curva nel punto
. L´angolo
è esattamente la terza parte dell´angolo
.
Come detto della curva si servì anche Dinostrato per ottenere la quadratura del cerchio.
Egli, infatti, dimostrò che il segmento è medio proporzionale tra
l´arco
e il segmento
: è
così possibile ottenere un segmento rettilineo, della lunghezza dell´arco
, pari ad un quarto di circonferenza. Di qui è facile, con semplici costruzioni
geometriche, arrivare ad un quadrato della stessa area di un cerchio di raggio
.
In entrambi i casi comunque restava il fatto che la quadratrice (o trisettrice) non era costruibile con il solo utilizzo di riga e compasso.